martedì 20 agosto 2013

EdS - Orale: Piani attuativi


PIANI ATTUATIVI sono previsti dal P.R.G. per definire i nuovi interventi del dettaglio. Possono essere di iniziativa pubblica o privata e hanno durata limitata.




PIANO PARTICOLAREGGIATO P.P.



Ha lo scopo di rendere concreta la realizzazione degli interventi previsti nel P.R.G;
  • attuare la previsione del P.R.G.;
  • consentire l’esproprio dei suoli;
  • regolamentare l’attività edificatoria nell’area interessata con finalità di dettaglio e specificazione di quanto già previsto dal P.R.G.

Durata: 10 anni

Il P.P deve indicare:
  • rete delle infrastrutture;
  • suddivisione dei lotti edificabili  e le loro tipologie edilizie;
  • individuazione aree di interesse pubblico;
  • elenco di edifici da demolire, ricostruire o recuperare;
  • previsioni di spesa.

Iter del P.P.
  • adozione del piano dal consiglio comunale;
  • deposito presso l’albo pretorio 30 giorni;
  • raccolta delle osservazioni 30 giorni;
  • esame delle osservazioni 30 giorni;
  • approvazione del P.P. o trasmissione alla Regione se implica una variante.



PIANO DI LOTTIZZAZIONE



  • È uno strumento attuativo di iniziativa privata per eccellenza;
  • È per completare l’edificazione nelle zone di espansione;
  • Dopo aver proposto al Comune il P.L., il privato stipula una convenzione, un contratto dove vengono specificati gli impegno delle due parti

Durata: 10 anni dalla stipula della convenzione.
Il P.L. deve indicare:
  • rete delle infrastrutture;
  • suddivisione dei lotti edificabili  e le loro tipologie edilizie;
  • individuazione aree di interesse pubblico;
  • elenco di edifici da demolire, ricostruire o recuperare;

N:B il P.L. deve contenere anche la rete dei servizi (gas, luce, acqua, etc)

La convenzione deve indicare:
  • impegno del privato a concludere i lavori in 10 anni
  • garanzia finanziaria del privato
  • impegno a cedere le aree per i servizi
  • l’impegno del privato a realizzare a proprie spese i servizi di prima urbanizzazione

Iter del P.P.
  • adozione del piano dal consiglio comunale;
  • deposito presso l’albo pretorio 30 giorni;
  • raccolta delle osservazioni 30 giorni;
  • esame delle osservazioni 30 giorni;
  • approvazione del P.P. con delibera comunale.



PIANO PER GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI P.I.P.



È il piano di iniziativa pubblica fatto per il completamento e la realizzazione degli impianti industriali,artigianali, commerciali e turistiche su aree precedentemente espropriate.
Due finalità particolari:
  • garantire la disponibilità a basso costo di aree per insediamenti produttivi
  • promuovere per tali insediamenti una organica pianificazione attuativa

La procedura di attuazione prevede:
  • esproprio con concessione bonaria
  • Realizzazione da parte dell’ente pubblico delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria
  • Cessione delle aree
    • in proprietà, per una volumetria non superiore al 50 % -> diritto di proprietà è un diritto reale e assolluto
    • in diritto di superficie, per una volumetria non inferiore al 50 % -> diritto di superficie è il diritto ad usufruire del diritto di edificare ma non della proprietà dei suoli


N.B. la cessione in diritto di
  • agli enti pubblici per la realizzazione di impianti e servizi è gratuita e a tempo indeterminato
  • è onerosa ed ha durata compresa fra 60 e 99 anni, in tutti gli altri casi


Durata: 10 anni
I contenuti di un PIP sono uguali a quelli di un PP . Il P.I.P. deve indicare:
  • schema di convenzione tipo per la cessione dei lotti edificabili
  • opere e impianti anti inquinamento con relative procedure di gestione
  • individuazione di aree di interesse pubblico
  • destinazione delle arre suddivise in isolati

Iter del P.I.P.
  • adozione del piano dal consiglio comunale;
  • Pubblicazione all’Albo Pretorio e deposito per 10 giorni in segreteria comunale
  • Presentazione osservazioni (10+20 giorni)
  • Recepimento osservazioni da parte del C.C.
    • in caso di accoglimento, modifica il PIP
    • in caso di non Accoglimento, lo lascia inalterato
  • approvazione del P.I.P. con delibera comunale.



PIANO DI RECUPERO P.R.



Il P.R. è un piano di iniziativa sia pubblica che privata che individua le aree in condizione di degrado mediante una “dichiarazione di importante interesse”, emessa dal Ministero e notificata ai rispettivi proprietari. Il degrado può essere:
  • edilizio per deterioramento degli edifici o delle loro finiture
  • urbanistico per deterioramento degli spazi pubblici
  • socio-economico per la precarietà delle condizioni di vita degli abitanti

I beni notificati non possono essere demoliti non possono essere modificati, o anche solamente restaurati, senza l’autorizzazione specifica da parte del Ministero dei Beni Culturali.
Nel caso di un Piano di Recupero di iniziativa privata consentire la realizzazione delle opere di urbanizzazione a corredo degli interventi, in anticipo rispetto ad essi e senza costi aggiuntivi per la collettività.

Durata: 10 anni














Il P.R. deve indicare
  • elenco di edifici da demolire, ricostruire o recuperare;
  • salvaguardia degli edifici di carattere storico, artistico e archeologico
  • aree da espropriare
  • valutazione massima della spesa

Iter del P.R. di iniziativa pubblica:
  • individuazione della zona da recuperare;
  • adozione del piano dal consiglio comunale;
  • Pubblicazione all’Albo (30 giorni)
  • Presentazione osservazioni (30 giorni)
  • Accoglimento con delibera comunale.

Iter del P.R. di iniziativa privata:
  • Richiesta di autorizzazione al comune
  • adozione del piano dal consiglio comunale;
  • Pubblicazione all’Albo (30 giorni)
  • Presentazione osservazioni (30 giorni)
  • Approvazione del consiglio comunale


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